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genitori-01

Gruppi di parola 2016

Alcuni pensieri dei bambini a conclusione del Gruppo di Parola:

  • alla fine degli incontri mi sentivo più leggero…avevo da tempo tanti dubbi e pensieri, ma non dicevo nulla alla mamma e al papà che pure sono gentili con me perché avevo paura di farli star male

    (M. 10 anni)
  • non mi sono sentita più sola!

    (B. 7 anni)
  • è stato fantastico perché ho capito che ci sono tanti bambini e bambine che vivono quello che ho passato io!

    (D. 9 anni)
  • ho capito che i miei genitori anche se si sono separati mi vogliono un mondo di bene e vederli li tutti e due all’ultimo incontro è stato emozionante

    (F. 10 anni)
  • il letterone è stata l’attività che mi è piaciuta di più perché conteneva tutti i nostri pensieri…e le frasi dei genitori sono state molto rassicuranti! Grazie a tutti!

    (L. 9 anni)
  • abbiamo fatto delle belle attività, ci tornerei altre 100 volte!

    (S. 8 anni)
  • mi sono sentita accolta e ascoltata da ragazzi che potevano capirmi fino in fondo perché sapevano cosa stavo provando

    (F. 11 anni)
  • il gruppo di parola lo consiglierei a tutti i bambini che come me hanno i genitori separati: divertendoti riesci a dire tutto quello che hai nella pancia, nella testa e nel cuore! Grazie D!

    (E. 10 anni)
  • mi sono sentita utile perché i miei genitori si sono separati da tanti anni e così ho aiutato altri bambini più piccoli di me.

    (M. 11 anni)

Gruppi di parola 2016

Alcuni pensieri dei bambini a conclusione del Gruppo di Parola:

  • mi sono sentita utile perché i miei genitori si sono separati da tanti anni e così ho aiutato altri bambini più piccoli di me.

    (M. 11 anni)
  • non mi sono sentita più sola!

    (B. 7 anni)
  • il gruppo di parola lo consiglierei a tutti i bambini che come me hanno i genitori separati: divertendoti riesci a dire tutto quello che hai nella pancia, nella testa e nel cuore! Grazie D!

    (E. 10 anni)
  • il letterone è stata l’attività che mi è piaciuta di più perché conteneva tutti i nostri pensieri…e le frasi dei genitori sono state molto rassicuranti! Grazie a tutti!

    (L. 9 anni)
  • mi sono sentita accolta e ascoltata da ragazzi che potevano capirmi fino in fondo perché sapevano cosa stavo provando

    (F. 11 anni)
  • ho capito che i miei genitori anche se si sono separati mi vogliono un mondo di bene e vederli li tutti e due all’ultimo incontro è stato emozionante

    (F. 10 anni)
  • alla fine degli incontri mi sentivo più leggero…avevo da tempo tanti dubbi e pensieri, ma non dicevo nulla alla mamma e al papà che pure sono gentili con me perché avevo paura di farli star male

    (M. 10 anni)
  • abbiamo fatto delle belle attività, ci tornerei altre 100 volte!

    (S. 8 anni)
  • è stato fantastico perché ho capito che ci sono tanti bambini e bambine che vivono quello che ho passato io!

    (D. 9 anni)

Gruppi di parola 2016NUOVI GRUPPI IN PARTENZA
DAL 9 AL 30 MAGGIO

Gruppi Di Parola 2019

Alcuni pensieri dei bambini a conclusione del Gruppo di Parola:

  • mi sono sentita accolta e ascoltata da ragazzi che potevano capirmi fino in fondo perché sapevano cosa stavo provando

    (F. 11 anni)
  • il gruppo di parola lo consiglierei a tutti i bambini che come me hanno i genitori separati: divertendoti riesci a dire tutto quello che hai nella pancia, nella testa e nel cuore! Grazie D!

    (E. 10 anni)
  • è stato fantastico perché ho capito che ci sono tanti bambini e bambine che vivono quello che ho passato io!

    (D. 9 anni)
  • alla fine degli incontri mi sentivo più leggero…avevo da tempo tanti dubbi e pensieri, ma non dicevo nulla alla mamma e al papà che pure sono gentili con me perché avevo paura di farli star male

    (M. 10 anni)
  • il letterone è stata l’attività che mi è piaciuta di più perché conteneva tutti i nostri pensieri…e le frasi dei genitori sono state molto rassicuranti! Grazie a tutti!

    (L. 9 anni)
  • non mi sono sentita più sola!

    (B. 7 anni)
  • abbiamo fatto delle belle attività, ci tornerei altre 100 volte!

    (S. 8 anni)
  • ho capito che i miei genitori anche se si sono separati mi vogliono un mondo di bene e vederli li tutti e due all’ultimo incontro è stato emozionante

    (F. 10 anni)
  • mi sono sentita utile perché i miei genitori si sono separati da tanti anni e così ho aiutato altri bambini più piccoli di me.

    (M. 11 anni)

cuoreCOS'E' LA MEDIAZIONE FAMILIARE?

La Mediazione Familiare si pone come un valido e prezioso supporto da integrare all'iter giudiziario, in tutti i casi di separazione e divorzio. E' una risorsa nuova, specifica, che parte dalla consapevolezza di quanto sia lungo e difficile il processo della separazione, anche e soprattutto sul piano emotivo e relazionale. La Mediazione opera per ristabilire la comunicazione tra coniugi/conviventi che hanno deciso di interrompere la loro unione di coppia, ma che sono chiamati ad interagire per quel legame genitoriale che li terrà comunque uniti per sempre. L'obiettivo concreto è pertanto la realizzazione di un progetto di ri-organizzazione delle relazioni in seguito alla separazione o al divorzio, che tenga in considerazione i bisogni di ogni membro della famiglia: con la separazione infatti non entra in crisi solo il legame di coppia, ma è la relazione tra tutti i componenti della famiglia che necessita di essere rivisitata.Le motivazioni delle persone che si rivolgono alla Mediazione Familiare sono costituite sia dal bisogno di aiuto e sostegno nella gestione del conflitto, sia dal desiderio di favorire la crescita serena dei figli. I due aspetti strettamente connessi tra loro, portano la Mediazione ad avere un occhio di riguardo sui figli: il modo migliore per mettere i bambini al primo posto è infatti ridurre il conflitto tra i loro genitori. Il percorso prevede una serie di incontri, individuali e di coppia, durante i quali i genitori, insieme al mediatore, lavorano per trovare accordi concreti e duraturi rispetto alla gestione della vita quotidiana con i figli, con particolare riguardo agli aspetti educativi: in questo contesto, gli accordi arrivano ad essere condivisi perché frutto di un tempo in cui la coppia genitoriale ha potuto confrontarsi, riflettere e spesso con qualche fatica è riuscita a mettere l'amore per i propri figli al primo posto. A conclusione del percorso, gli accordi raggiunti vengono stesi in forma scritta e possono essere utilizzati dai genitori nell'iter legale. E' possibile concordare con i genitori il coinvolgimento dei figli in alcuni incontri di mediazione in modo da poter fornire uno spazio appropriato dove poter dar voce alle loro preoccupazioni, ed essere nel contempo informati e rassicurati su quanto sta accadendo nella propria famiglia. E' quindi un supporto fondamentale per vivere realmente quello che la nuova legge sull'affidamento condiviso prevede: la collaborazione a livello genitoriale affinché venga rispettato il diritto del figlio minore a "mantenere un rapporto equilibrato e continuativo con ciascuno di essi, di ricevere cura, educazione e istruzione da entrambi e di conservare rapporti significativi con gli ascendenti e con i parenti di ciascun ramo genitoriale" (art. 155, legge n. 54 del 2006). Ciò permetterà di promuovere una "separazione responsabile" e non "accusatoria", nella quale i diritti dell'infanzia e la corresponsabilità educativa dei genitori sono messi in primo piano. Il contesto ambientale della Mediazione è uno spazio di incontro neutrale, strutturato e autonomo rispetto all'ambito giudiziario e offre la garanzia della più assoluta riservatezza: è gestito da un professionista che oltre alla preparazione in ambito psico-pedagogico, ha una formazione specifica sul campo della mediazione familiare riconosciuta dall'Associazione Internazionale Mediatori Sistemici.

cuoreCOS'E' LA MEDIAZIONE FAMILIARE?

La mediazione familiare è un intervento di sostegno alla famiglia che si trova ad affrontare un periodo di crisi.
Il percorso è guidato da un professionista che, come terzo neutrale, aiuta i genitori nel processo di riorganizzazione delle relazioni familiari.
L'intervento di mediazione si colloca al di fuori dell'ambito giudiziario con la garanzia del rispetto del segreto professionale.

Per informazioni scarica il volantino

Il 10 giugno 2011 sono stata ospite al convegno organizzato dal AIAF (ASSOCIAZIONE ITALIANA DEGLI AVVOCATI PER LA FAMIGLIA E PER I MINORI)dal titolo L'ascolto del minore nei procedimenti di separazione e divorzio: Una risorsa? Di seguito riporto il mio intervento:

Guido 9 anni: Perché mamma e papà non ci avvisano delle decisioni che riguardano la nostra famiglia? Io ho saputo che i miei si stavano separando dalla nonna, quando le ho chiesto perché piangeva. Se i genitori non ci dicono nulla noi ci sentiamo traditi e colpevoli

Francesca 13 anni: non sono arrabbiata con i miei perché si sono separati..dopo tanti anni di litigi e musi lunghi è stata la cosa più giusta che potessero fare; ciò che mi fa più male è che nessuno dei due ha avuto il buon senso, o forse il coraggio di chiedermi come stavo, quali erano e quali sono i miei pensieri e i miei sentimenti: il perché forse lo so, hanno paura della risposta!

Ringrazio Guido e Francesca per avermi prestato le loro parole x raccontarvi in pochi minuti quanto sia importante per i figli di separati avere uno spazio di ascolto e di parola

Tutti i bambini i cui genitori sono separati hanno il diritto ma soprattutto il bisogno di:

• amare ed essere amati da entrambi i genitori sentendosi liberi di farlo;

• essere protetti dalla rabbia dei propri genitori;

• non essere costretti a scegliere da quale parte stare e non essere eletti quali ambasciatori o confidenti delle lamentele che riguardano l'altro genitore;

• non sentirsi responsabili di quanto sta accadendo nella/alla propria famiglia e non dover sopportare il carico dei problemi e della sofferenza di uno dei due genitori;

• essere informati in anticipo dei cambiamenti che avverranno nella loro vita e nella vita dei propri genitori: la mancanza di prevedibilità crea un senso di incertezza e insicurezza;

• esprimere le emozioni e parlarne con entrambi i genitori...(anche se questo risulta spesso difficile per il senso di protezione che ha il figlio, soprattutto se ancora bambino, verso i genitori)..in ogni caso cercare di offrire al figlio uno spazio di ascolto;

• avere una vita che sia il più vicino possibile a ciò che sarebbe stata se i genitori non si fossero separati;

• essere bambini e comunque vivere la propria età!

Liberamente ispirato a Emery R. "La verità sui figli e il divorzio: gestire le emozioni per crescere insieme", Franco Angeli, Milano, 2008

Dott.ssa Daniela Pipinato

I "Gruppi di Parola"[1] si sono diffusi in Italia di recente, grazie al gruppo di professionisti del Centro di Ateneo Studi e Ricerche sulla Famiglia dell'Università Cattolica di Milano, diretto dalla prof.ssa Eugenia Scabini. Nascono quindi dalla ricerca negli altri Paesi di "buone prassi" di ascolto e supporto dei minori che stanno vivendo la separazione dei propri genitori.

Dopo varie ricerche, in Canada è stato individuato il modello a cui ispirarsi: si tratta dei "Groupe confidences" organizzati da Lorraine Filion presso il Tribunale di Montreal, per dare spazio alla parola dei figli di genitori separati che ricorrevano al giudice. Per evitare il rischio della banalizzazione dell'evento separativo, la mediatrice canadese ideò questo intervento dalla forte valenza preventiva, dove erano affrontati i rischi, le ferite, la fatica presenti nella vita pratica e nell'esperienza emotiva dei figli di separati.

I Gruppi di Parola si possono definire un "luogo" e un "tempo" offerto ai figli di genitori separati, affinché questi abbiano la possibilità di accedere ad una loro narrazione dei fatti dolorosi legati al divorzio. Si tratta di un'esperienza in cui il minore può costruire liberamente una rappresentazione verbale dell'esperienza del conflitto vissuto quotidianamente, può dar voce ai suoi desideri e reperire con l'aiuto del gruppo di pari e con la guida protettiva del conduttore, strategie possibili per gestire le relazioni all'interno del suo sistema familiare in cambiamento.

Accanto alla mediazione, rivolta in particolare alla coppia genitoriale, i Gruppi di Parola sono una risorsa specifica per accompagnare i figli in questo momento di transizione: entrambe queste risorse rappresentano dei fattori protettivi affinché un evento critico come la separazione, non diventi un dramma.

Parlo di questa iniziativa con grande passione, dopo aver avviato a Padova negli ultimi due anni sette gruppi di bambini. Ma vediamone in dettaglio in cosa consistono

Secondo il modello "milanese" il Gruppo di Parola permette infatti lo scambio e il sostegno tra bambini dai sei ai dodici anni (suddivisibili in gruppi dai sei ai nove anni e dai nove agli undici anni) accomunati dall'esperienza della separazione dei propri genitori.

Il percorso è strutturato in quattro incontri di due ore ciascuno con cadenza settimanale (si mantiene lo stesso giorno della settimana con lo stesso orario) e all'ultima ora dell'ultimo incontro vengono invitati (con invio di lettera personale) entrambi i genitori per "raccontare" attraverso la lettura del "Letterone" di gruppo quanto è emerso negli incontri precedenti (i contenuti vengono scritti sotto forma anonima attraverso semplici frasi o domande rivolte ai genitori). Il numero dei partecipanti non dev'essere troppo elevato, affinché il dialogo non risulti né troppo personale, né troppo dispersivo (si va dai quattro agli otto partecipanti).

Ogni appuntamento di gruppo è scandito da momenti rituali e prevede un momento preliminare in cui si accolgono i bambini, in attesa che arrivino tutti i partecipanti; Le varie fasi del gruppo prevedono un esordio, la proposta dell'attività principale, una breve pausa con la merenda (proposta e offerta come sorpresa dal conduttore del gruppo) a cui seguono altre attività, collegate al tema proposto nella prima parte e infine un congedo.

L'avvio, l'interruzione, il congedo seguono dei rituali ben precisi per offrire sicurezza agli elementi del gruppo, che pur non conoscendosi entrano in confidenza già dai primi istanti di presentazione: l'aver vissuto esperienze simili crea una connessione tra loro difficilmente spiegabile a parole, ma che li rende compagni e solidali tra loro, al di là delle simpatie/antipatie individuali.

Le tematiche proposte sono numerose e possono variare (molto spesso è così) in base a quanto emerge nel primo incontro di conoscenza: il senso di responsabilità verso la separazione dei genitori, il conflitto, la relazione con il genitore non coabitante, i nuovi compagni dei genitori, i nuovi fratelli, la nuova posizione del figlio nella geografia famigliare, cosa significa che i genitori non sono più coppia ma genitori per sempre...tutte frasi che loro sentono, ma di cui molto spesso non capiscono il reale significato.

Questi temi vengono trattati in modo flessibile, in base ai bisogni che emergono da quel determinato gruppo: per questo motivo viene raccomandato, durante la formazione per conduttori, di avere più strumenti accuratamente preparati in modo da poter gestire la scelta dello strumento in base alla valutazione del momento (lavorare con i bambini porta con sé sempre una dose di imprevedibilità). Si utilizzano il disegno, il collage, i cartelloni, i burattini, i libri illustrati, i giochi di ruolo ma come già detto la parola è la risorsa principale: parola che si fa condivisa (nel confronto di gruppo), che si fa riservata (nella scatola dei segreti) e parola che può rimanere ancora silenzio.

La preoccupazione del conduttore è quella non solo di permettere l'enunciazione del fatto e del sentimento che lo accompagna, ma di aiutare il gruppo ad individuare strategie di fronteggiamento nel quotidiano, delimitando cosa compete ai figli e cosa agli adulti coinvolti.

A questo proposito, al termine dei quattro incontri rivolti ai bambini, viene proposta a ciascuna coppia genitoriale la possibilità di incontrare il conduttore/le conduttrici del gruppo, per un confronto su come il proprio figlio ha vissuto gli incontri, se è cambiato qualcosa nel rapporto con i genitori (solitamente i genitori raccontano che il primo effetto del gruppo si manifesta nella gran quantità di domande che il bambino comincia a fare già dopo il primo incontro) e solitamente emergono anche le loro difficoltà di adulti nel gestire il legame genitoriale.

Dall'esperienza si è visto poi che più di qualche coppia, sollecitati dal percorso fatto dal loro bimbo, ha richiesto degli incontri di mediazione per essere sostenuti nel compito genitoriale, che ben sappiamo di difficile gestione dopo aver interrotto il legame coniugale.

Quest'ultimo incontro con il conduttore è ovviamente liberamente proposto e compreso nel contributo richiesto per l'iscrizione al Gruppo di Parola: si è visto che i genitori accolgono con piacere l'invito all'incontro individuale finale, come naturale conseguenza dell'autorizzazione richiesta per l'iscrizione del figlio. Si sono presentati in questi anni solo rari casi in cui i due genitori hanno richiesto un incontro individuale, separatamente dall'ex coniuge.

"Iscrivere il proprio figlio ad un Gruppo di Parola è per lui un'opportunità per vivere meglio le trasformazioni che attraversano la famiglia": questa è la frase di Marie Simon[2] sulla prima facciata del volantino di presentazione dell'iniziativa.

Con questo proclama iniziale, che anch'io ho utilizzato nei pieghevoli dei gruppi condotti a Padova, si invitano i genitori, pur divisi e talvolta in aperto conflitto, a prendere un'iniziativa congiunta (ma non per nulla scontata anche nell'affidamento condiviso) firmando la scheda di iscrizione.

I bambini che stanno vivendo questa trasformazione della propria famiglia, spesso raccontano che la testa è ingombra di preoccupazioni per quello che succede a casa e non hanno spazio per ascoltare e per fare le "cose" della loro età: sentono parlare di avvocati e di tribunale e non capiscono cosa cambierà nella loro vita.

E se i genitori pensano che i figli "siano rimasti fuori dal conflitto" o che non sappiano, è vero invece che questi recepiscono le vicende dei "grandi" e sostituiscono le informazioni reali, che il più delle volte non vengono fornite, con delle fantasie che molto spesso comprendono la responsabilità del bambino stesso: il senso di colpa è purtroppo frequente e doloroso.

Troppo spesso il disorientamento che travolge i bambini in questa lunga fase di trasformazione delle relazioni familiari, si accompagna ad una grande solitudine: non sanno bene come esprimere la rabbia, la tristezza, i dubbi, le difficoltà che incontrano per la separazione di mamma e papà e non sanno con chi parlarne.

Partecipare ad un Gruppo di Parola permette ai bambini di esprimere ciò che vivono: emozioni, dubbi, timori, fantasie, preoccupazioni che occupano la loro mente impedendo di vivere il loro tempo di bambini. La condivisione tra bambini permette di far uscire il singolo bambino dall'isolamento, affrontando tematiche di fondamentale importanza in un ambiente accogliente che permetta di "nominare" l'evento della separazione, che in questo modo viene decifrato e ridimensionato.

Le finalità dell'intervento mirano a fornire ai bambini e ai loro genitori competenze utili per facilitare la comunicazione e la risoluzione dei problemi connessi alla separazione, offrire un ambiente sicuro in cui poter parlare dei loro pensieri, sentimenti, dubbi e raccontare le loro esperienze e imparare ad affrontare le situazioni difficili a seguito della nuova riorganizzazione familiare.

Dare parola ai figli, rappresenta un passo verso la soggettivazione del bambino con il conseguente miglioramento della sua autostima: da oggetto passivo nelle mani dei genitori, può sperimentare nel gruppo una posizione più attiva e mettere in movimento risorse proprie e della sua famiglia, per convivere al meglio con la propria realtà complessa.

In conclusione, la partecipazione ad un Gruppo di Parola non modifica magicamente il contesto quotidiano dei bambini, né suggerisce una prassi di comportamento.

Semplicemente e "potentemente" offre un'occasione al bambino per riconoscere le proprie emozioni, i propri sentimenti, i dubbi, le speranze, le risorse presenti dentro di lui e nell'ambiente in cui vive e per nominare le difficoltà di tutti i giorni, attrezzando così i partecipanti affinché ciascuno, forte dell'esperienza di gruppo vissuta, scopra soluzioni praticabili nel suo contesto familiare, riavviando o consolidando la comunicazione all'interno della propria famiglia.

E concludo riportando le parole di E. Scabini sull'importanza che riveste l'ascolto del minore per tutto il sistema famiglia che è alla ricerca di un nuovo equilibrio: "Proprio a partire dalla domanda del figlio, la coppia oggi fragile e mossa prevalentemente dal diritto individuale di appagamento e in difficoltà a rispondere adeguatamente alle proprie responsabilità generative, può trovare forza e motivi di una rinnovata alleanza genitoriale. Partire dalla domanda del figlio, dal suo interrogare la coppia e la storia familiare che la precede è il vero antidoto alla parentificazione, soluzione quasi inevitabile se ci si affanna a "normalizzare" le ferite preoccupandosi solo del rapporto tra il singolo genitore e il singolo figlio, saltando per così dire il legame di coppia."

[1] Marzotto Costanza (a cura di) "I Gruppi di Parola per i figli di genitori separati", Quaderni del Centro Famiglia 25, Milano 2010

[2] Dottore in psicologa clinica, mediatrice familiare, docente, ricercatrice, specializzata nei problemi infantili nelle transizioni familiari e formatrice per conduttori di Gruppi di Parola. Il corso a Milano avviene sotto la sua supervisione.

locandina-GdP-2012
Il gruppo per genitori separati partirà al raggiungimento del numero minimo di partecipanti.

Per avere maggiori informazioni sui Gruppi di Parola non esitare a contattarci

Scarica il volantino dei Gruppi di Parola per bambini.